testimonianze

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4 risposte a testimonianze

  1. terradelsanto ha detto:

    Chiunque ha vissuto questa esperienza e vuole lasciare una propria testimonianza… ecco lo spazio per farlo! Coraggio!! Luca

  2. Stefania, 30 anni, marzo 2007 ha detto:

    Un viaggio che aspettavo da molto tempo… meditato, deciso, organizzato ma all’ultimo rinviato con profonda delusione a causa della guerra… ma poi di nuovo riprogrammato, finalmente giunto e vissuto intensamente.
    Un viaggio che mi ha visto solitaria andare incontro ad un gruppo di persone che non conoscevo, che poi sono diventati amici e con cui ho condiviso un momento della mia vita molto significativo.
    Un gruppo di persone che nell’amore e nell’ascolto della parola di Dio si sono riunite e messe alla ricerca del progetto e del messaggio del Padre, ognuno con spirito diverso, ognuno con motivazioni e aspettative proprie, ognuno vivendo questa esperienza in modo personale ed unico, ma nel modo più bello: quello della condivisione, dell’amicizia e della fratellanza.
    Un viaggio itinerante e autogestito e per questo molto faticoso; un viaggio che, per la prima parte, quella del deserto del Neghev, mette a dura prova, vivendo in essenzialità, al freddo, senza comodità, senza luce, nel silenzio e nella vastità di una terra sconosciuta che appare immensa, ostile… una terra che alle volte fa paura, ma che ti dà l’opportunità di guardare e di meditare dentro a sé stessi. Un’ esperienza che fa sentire il calore e l’importanza della vita… tua, degli altri, della stessa Terra… un’esperienza che ti rende infinitamente riconoscente a Dio per questo meraviglioso dono.
    Un pellegrinaggio a cui non avevo dato una missione precisa; non mi ero posta domande, non cercavo risposte, volevo semplicemente essere più vicina al Padre, dedicare un po’ di tempo solo a Lui, ringraziarlo infinitamente per il dono della vita, per il suo immenso amore, per la sua presenza costante vicino a me e per chiedere perdono della mia condizione umana così fragile e superficiale. Qualcuno potrebbe obbiettare: “Come se questo non si potesse fare ogni giorno comodamente a casa propria, nella propria intimità”. Certamente sì, deve essere così… ma io ho scelto di fare questa esperienza come momento per rinnovarmi, per chiedere a Dio di aiutarmi ad affidarmi a Lui giorno dopo giorno, ad aprire il mio cuore alla sua Parola, a comprendere il suo Progetto su di me.
    In questa Terra fatta di molteplici volti, dalla nudità del deserto al lago salato del Mar Morto, dalla affascinante Gerusalemme alla città murata di Betlemme, dalla storia di Nazareth e Cafarnao alle incontaminate sponde del lago di Tiberiade, abbiamo letto la storia dell’umanità, da Abramo a Mosè a Gesù… la nostra storia. Una Terra ricca di fascino e di antichità, in cui convivono diversi popoli: ebrei, cristiani, musulmani e al loro interno altre suddivisioni, diversità ed ideologie. Una Terra di contraddizioni in cui i luoghi di culto e preghiera sono spesso contesi con forza dalle varie confessioni; dove si professa la pace ma anche dove si incontra continuamente gente armata che vigila sulla sicurezza; dove ricchezza e povertà stanno l’una di fronte all’altra. Luoghi in cui spesso si fa fatica ad incontrare Dio eppure è in questa Terra che la Parola si è fatta Carne.
    Leggere la Parola di Dio nella Terra in cui si è manifestata rende questa parola ancora più concreta, udibile e visibile, ma non solo. La Parola penetra nel cuore fino a farti provare una moltitudine di sentimenti e sensazioni: dal dolore alla gioia, dalla miseria all’appagamento, dalla quiete all’agitazione, dall’inadeguatezza alla perfetta sintonia, con sé stessi, con gli altri, con la vita e con Dio.
    I fatti non sembrano più così lontani e incomprensibili ma sembrano più vicini e diventano fatti quotidiani, di una vita passata e molto diversa dalla nostra, ma pur sempre reale e percettibile. Una vita umana di un Uomo, che pur essendo figlio di Dio e pertanto Dio stesso, decide di immischiarsi nella fragilità, nella fatica, nella scomodità, nelle difficoltà e nella miseria della vita, giungendo al sacrificio più grande quello di donare la propria vita per amore nostro e per la nostra salvezza.
    Un pellegrinaggio che non è terminato con il mio ritorno a casa, un cammino che porto dentro, un’emozione che mi accompagnerà nel mio percorso di vita, un’ esperienza molto toccante, un’esperienza da rinnovare ancora.

  3. terradelsanto ha detto:

    Caro Luca! Sono stata veramente felice di vedere il sito sulla Terra Santa e credo che presto anch’io verrò a fare una bella camminata con voi.
    E’ troppo bello quello che hai scritto e viverlo personalmente deve essere un’esperienza unica ed irripetibile.
    IL Signore è vero che semina sempre ed in ogni momento, ma vivere certe esperienze semplicemente nella “terra” dove egli ha vissuto camminato è a mio avviso un’esperienza stupenda, che entra nella tua vita a forza impregnando non solo in quei momenti la vita ma anche e soprattutto quella futura.
    Non si possono vivere certe esperienze senza modificare l’esistenza,senza cercare di fare un pò di deserto dentro di noi ,nella nostra vita per arrivare al Cristo Vivente.
    Non credere che il Signore non ha seminato, lo ha fatto e credo che dalla tua testimonianza dia molto frutto e soprattutto il desiderio a chi non ha vissuto l’esperienza di venire a viverla.
    Anche con ritardo voglio mandarti i miei auguri di pasqua che da quello che ho letto siano stati splendidi e sopratttutto fruttuosi.
    Roberta M.

  4. Piero Bonfiglioli ha detto:

    Oramai sono 5 anni dal viaggio in Israele e ogni tanto ‘riemerge’ qualche cosa: un ricordo, una nota di viaggio, un CD con le foto…
    A ripensarci devo dire che ero partito pensando che i momenti ‘forti’ li avrei vissuti a Gerusalemme, invece è andata un po’ diversamente: ho vissuto abbastanza bene il primo ‘impatto’ col deserto, mi sono stupito della bellezza del canyon rosso, sono rimasto a bocca aperta durante le visite a vecchie città del deserto, ora meta di archeologi, e mi sono ‘rigenerato’ a Ein Gedi.
    La cosa più ‘strana’ però, quasi da studiare psicologicamente, è stata quella che mi è accaduta durante il viaggio fra Gerico e Gerusalemme, in quanto mi sono commosso parecchio perchè mi sembrava di ‘TORNARE A CASA DOPO ESSERE STATO LONTANO PER DECENNI’ e questo proprio non me lo spiego.
    Piero B.

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