5 APRILE 2016 “Pescatori di risurrezione nel mare dell’amore” (Gv 21,1-19)

Quando la delusione e il “nulla” ti avvolgono, è allora che devi riprendere il mare e gettare le reti “dall’altra parte” per scoprire le infinite potenzialità di Vita dentro di te. Questa è la barca della chiesa, Amore che cavalca i mari e fa risorgere.

Consigliato il video della canzone “Nuovo” di  Gianmaria Testa, autentico testamento spirituale di questo grande artista e grande amico della Fraternità di Romena

Le domande poste in chat dopo la lettura ed il commento del brano:
Domanda: Ho trovato molto interessante il discorso sui manipolatori… come genitori si corre spesso questo rischio, purtroppo…
Domanda: Emerge il significato di ciascuna esperienza umana che si compie solo nell’amore e nel servizio che non è mai meritorio, ma diventa essenziale perché Ognuno possa scoprire la verità di se stesso, IO SONO. E come emerge quell’atteggiamento di affidamento al mistero oltre ogni buon senso?
Domanda: Fidarsi e gettare le reti… è come dire che mi devo fidare di ciò che sento nel cuore?
Domanda: “essere pescati per divenire pescatori”: un passaggio assolutamente fondamentale per cercare di vedere meglio noi e il nostro prossimo
Intervento: in fondo al mare c’è la vita che chiama perchè venga pescata. La rete è la fiducia che gettiamo ogni volta al di là di tutto
Intervento: desidero condividere la mia testimonianza. Due anni fà ho deciso di intraprendere quel Santo viaggio in Terra Santa, in piena guerra, ho lasciato i miei figli ancora piccoli. Eppure qualcosa di più grande e misterioso mi ha dato il coraggio di partire, malgrado le critiche di quelli che mi vivevano accanto. Nel cuore sentivo che non avevo più nulla da perdere e che quel “cambio di direzione” mi avrebbe portato da qualche parte, non sapevo dove, ma sentivo che ero spinta da qualcosa di più grande. Era forse il bisogno di fare emergere quel “Io Sono” che gridava e che voleva riportarmi alla vita. Ho rischiato, vero. Facendo anche forse brutte figure. Ma quello che mi ha donato in cambio del mio coraggio è stato qualcosa di indescrivibile. Per la volta mi sono sentita amata da sempre. E quindi il mio invito è per tutti. Fidatevi. Rischiate. Cambiate rotta. Rompete gli schemi.  Quando rischi l’”opposto” ti riscopri diversa, nuova, forse migliore.
Domanda: Mi colpisce la nudità di Pietro che sente il bisogno di coprirsi quando vede Gesù. E’ la fragilità che vivo quotidianamente nella quale sperimento la paura, il mio limite ma anche la fede nell’Amore del Padre. Perché Pietro si copre, si stringe la veste? Che cosa ci invita a fare questo gesto di Pietro?
Intervento: fidarsi …è gettare le reti dall’altra parte cioè dove noi non le getteremmo mai . Questa è la vera fiducia, cioè fare qualcosa che col nostro ragionamento non avremmo fatto, ma è spesso in queste scelte che si trova più vita. Grazie Luca perchè le tue parole ci aprono sempre nuovi orizzonti
Intervento: Questo è il brano di Vangelo che io preferisco… infatti l’ho scelto per il mio funerale (sempre che i miei se ne ricordino!). Spero anch’io di gettarmi a nuoto verso Gesù quando verrà la mia ora (ed io non so nuotare!) e che lui mi aspetti col fuoco acceso…
Intervento: sono cresciuta con l’idea di dovermi meritare questo amore di Dio. Scoprire che devo semplicemente accoglierlo e restituirlo a chi incontro nel mio cammino dona grande leggerezza.
Domanda: vivo con un frequente senso di vergogna e di scoraggiamento. Cosa posso fare?
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