VIDEOCONFERENZA sul Vangelo domenicale di martedì 14 gennaio 2014 : “Gesù l’agnello mite che nutre il cammino di liberazione” (Gv 1,29-34), a cura di Luca Buccheri, Monica Rovatti e Anna Affumicato

Per chi non avesse avuto modo di seguire la diretta della videoconferenza, può rivederla lasciando sul nostro blog i vostri pensieri, le vostre riflessioni, domande, etc., che saranno esaudite

 

Le domande fatte nella diretta a Monica Rovatti:

  • <selvaoscura> Gesù si è fidato di Dio e Lui lo ha resuscitato, se io non mi fido.. Lui non può farmi risorgere?
  • <cat> ho sempre pensato che Gesù fosse stato sempre consapevole di essere figlio di Dio, che aveva tutto presente fin dall’inizio della sua vita . .
  • <digioiaingioia> ciao Monica! sono contenta di averti ascoltata. Il tema della fiducia in Dio è complesso…. A me pare che Dio se la tiri….tu cosa ne pensi? un bambino si fida del padre quando il padre gli dà segni di affidabilità,ma tante volte questo vuoto che lasciamo nella vita resta solo vuoto….
  • <selvaoscura> Grazie per la differenza che hai sottolineato tra il togliere il peccato dal mondo nel senso che Gesu’ ci aiuta a vivere il nostro desiderio d’amore , in contrapposizione con la consueta interpretazione di Gesu’ come colui che si carica dei peccati.E’ bello sentire che puoi fidarti di qualcuno che desidera per te amore.
  • <cat> come conciliare la conversione, cioè fare delle scelte che vanno anche cotrocorrente e la prudenza che permea spesso le “gerarchie?”
  • <vincenzo> è bello quando dici ..andare dove c’è vita..qualunque sia la direzione..
  • <LucaLivorno> nell’eucarestia io mi cibo della carne bevo il sangue di Cristo versato per me ed è per me veicolo di spirito santo
  • <stefano> il vuoto non resta mai solo vuoto… se lo percepiamo come tale significa che non ci siamo svuotati affatto… che non abbiamo fatto spazio rinunciando sufficientemente a noi stessi e al nostro ego
Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Videoconferenze. Contrassegna il permalink.

Una risposta a VIDEOCONFERENZA sul Vangelo domenicale di martedì 14 gennaio 2014 : “Gesù l’agnello mite che nutre il cammino di liberazione” (Gv 1,29-34), a cura di Luca Buccheri, Monica Rovatti e Anna Affumicato

  1. alessandra z. ha detto:

    Molto liberante per me questo Vangelo con le chiavi di lettura e di interpretazione che ci ha proposto Monica.

    Non c’è nulla da conquistare, non ci sono punti premio da far segnare sulla patente del “buon cristiano”, ma tutto è un dono da accogliere e da amare. Frequentando ho visto che, spesso, si cade in questa terribile trappola e, cosa peggiore, si veicola questo fraintendimento: vado a Messa, faccio un’offerta, mi confesso pure ogni tanto, firmo l’otto per mille, invito persino il parroco a cena, in quaresima rinuncio ai dolci o addirittura sono catechista, lettore, animatore … Dio ne terrà conto, no? Avrà un occhio di riguardo per me! Certo che sì, ma non per questi motivi. Ancora non abbiamo capito che Dio ci ama punto. Non dobbiamo far proprio nulla per compiacerlo, per meritare un suo benevolo sguardo … l’unica cosa che possiamo fare è lasciare spazio, fare un po’ di vuoto affinché lo Spirito vitale possa occuparlo e ci sostenga nel nostro cammino di liberazione.

    “Vedendolo venire verso di lui …” un’altra cosa che mi viene da pensare è che spesso pensiamo di essere noi che dobbiamo andare incontro a Lui, invece questo Vangelo mi dice che è Gesù che cammina verso di me, che mi riconosce, mi guarda negli occhi in mezzo alla folla che avanza, si fida di me. Quante volte non lo abbiamo riconosciuto o non ci ha sfiorato l’idea che potesse venire proprio verso di noi? Pazientemente disposto a venirci incontro personalmente ogni giorno e questo è scandalosamente bello!

    “… che toglie il peccato del mondo” – Giovanni usa il vocabolo al singolare per rivelare un aspetto preciso della missione di Gesù che da subito viene messo in luce. In quanto “agnello di Dio” si delinea una missione di liberazione, nel mirino di Gesù c’è il peccato in quanto tale, cioè quella radice di male che ciascuno di noi si porta dentro, quel blocco di desiderio di pienezza di vita. La sua carne dà la forza di camminare verso la pienezza della liberazione per liberare l’umano dalla profonda schiavitù interiore. Questo è lo straordinario mistero di liberazione e di salvezza attuato da Gesù e che ci è dato di incontrare in ogni celebrazione eucaristica. Non i peccati, ma il peccato; non toglie i sin¬goli comportamenti mala¬ti, ma guarisce – se lo ac¬cogliamo- la radice del cuore dove tutto ha origine.

    Grazie Monica e grazie Luca per il vostro spezzare la Parola.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...