sicurezza

Carissimi amici del blog “TerradelSanto”, volevamo riflettere sui rischi reali dei pellegrinaggi che proponiamo nella terra del Santo. Attualmente esistono delle forti tensioni e dei conflitti nei paesi del Nord Africa e del Medio-Vicino Oriente, soprattutto in Siria e Libia. La situazione in Israele-Palestina, per quanto geograficamente circondata da situazioni instabili, è del tutto differente dal punto di vista politico ed economico. Lì non ci sono insurrezioni popolari da parte del mondo arabo-palestinese, e non si registrano situazioni di pericolo per le minoranze cristiane  nè tantomeno per i pellegrini cristiani, che sono sempre particolarmente benvenuti sia da parte palestinese che israeliana. Permangono delle tensioni nella Striscia di Gaza e zone limitrofe, a causa del lancio di missili in territorio israeliano da parte palestinese e  della reazione militare israeliana. Il recente attentato a Gerusalemme è di difficile decifrazione, ma non sembra riportare alle modalità usate negli attacchi suicidi degli scorsi anni, in quanto è stato usato un pacco-bomba. Ad ogni modo l’itinerario che noi proponiamo non tocca le zone di crisi ed evita i luoghi potenzialmente pericolosi. Anche il passaggio dai Territori palestinesi è limitato alle zone turistiche e il resto si svolge sempre dentro il territorio israeliano o controllato da Israele. Per questo motivo, i nostri viaggi e pellegrinaggi – come tutti gli itinerari di turismo religioso cristiano presenti in Israele – garantiscono il massimo livello di sicurezza e i pellegrini non corrono rischi concreti a parteciparvi. Questa precisazione nasce dalla consapevolezza della grande influenza negativa che hanno le notizie che appaiono sui “media” riguardo Israele, la Palestina e le terre vicine, creando grande allarmismo e paure eccessive. La storia di questo lungo conflitto israelo-palestinese ci ha mostrato che mai i pellegrini sono stati attaccati, essendo tra l’altro una delle maggiori fonti di reddito sia per i palestinesi che per gli israeliani. Inoltre, per dei cristiani, andare nella terra del Santo è un segno di testimonianza molto significativo per la minoranza cristiana palestinese e israeliana, che si aspetta dai loro più ricchi e fortunati fratelli nella fede occidentali non solo una solidarietà economica, ma soprattutto una visita che li faccia sentire meno soli e più in relazione con le altre chiese. Per questo – come diceva spesso Giovanni Paolo II – “non abbiate paura!” e andate nella terra del Santo! Luca Buccheri (29 marzo 2011)

cartina-israele

2 risposte

7 01 2009
terradelsanto

SI PUO’ ANDARE IN TERRA SANTA IN QUESTO PERIODO? E’ una delle FAQ (domande più frequenti) che ci si pone nell’approssimarsi del pellegrinaggio o nel decidere di recarsi nei luoghi di Gesù. Si può rispondere a tanti livelli e da tanti punti di vista. Io rispondo dal mio: come guida di Terra Santa, che ha accompagnato gruppi molte volte anche in periodi più critici di questo, ritengo che la situazione di guerra descritta enfaticamente dai media (soprattutto dai telegiornali) non da la misura dei rischi effettivi che un pellegrino corre nel compiere l’itinerario previsto assieme alla sua guida. Per diverse ragioni che provo a riassumere così: 1) l’area di crisi è localizzata a Gaza e ad un raggio di circa 40 km dalla Striscia; 2) le zone normalmente visitate e raggiunte dai pellegrini non sono interessate dal conflitto in corso; 3) i pellegrini non sono mai stati attaccati, anche per ragioni economiche; 4) la drastica riduzione degli attentati suicidi in territorio israeliano. Di fatto, la testimonianza dei pellegrini appena rientrati dalla Terra Santa – se ce ne fosse qualcuno che vuole aggiungere i suoi commenti è benvenuto…! – riferiscono che non hanno avuto problemi di sorta e che anzi non riuscivano a capacitarsi dell’allarmismo che hanno trovato in Italia. (LB)

7 01 2009
maddalena

Sono una madre di famiglia e in questi giorni sono rientrata dal mio secondo pellegrinaggio nella terra del santo, al rientro in Italia guardando il telegiornale sento come prima notizia il conflitto arabo-palestinese in atto.
Mi sono stupita della forza di queste immagini perchè per i pellegrini e i luoghi visitati ( e sono stati tanti) non ci sono stati problemi di nessun tipo( sicurezza, controlli, fatti pericolosi..). La mia domanda è ” per quale ragione la nostra informazione ufficiale “terrorizza” sempre la gente comune su questi fatti, che accadono, ma sono circoscritti ad una piccola zona nella quale anche in tempo di pace è meglio non visitare?
vorrei allora tranquillizzare tutti coloro, che per qualche ragione dovessero andarvi consigliandoli di fidarsi di ciò che i corrispondenti dicono …e non la televisione!
Maddalena

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